06 apr 2017

Due volontari di Parma in Paraguay

Category: NEWS EFFORTS PROJECTS COMMUNICATIONS NEWSPAPER

Ci troviamo ad Asuncion, la capitale del Paraguay. Il Paraguay è grande più o meno come l’Italia ed ha una popolazione di 6 milioni di abitanti. Circa 2 milioni vivono nella capitale. La vita, qui ad Asunción, per molti vale zero. A comandare è un sistema di illegalità diffusa che, come un cancro, agisce a tutti i livelli, a partire dalle istituzioni fino alle fasce più povere della popolazione, quelle che maggiormente ne vengono colpite. La ricchezza e la corruzione provengono entrambe da una economia criminale sommersa, basata sul traffico illegale di droga, soprattutto cocaina e marijuana, che avviene grazie a politici che proteggono narcotrafficanti locali e clan mafiosi che si spartiscono intere regioni del Paese. Accanto a questa economia sotterranea, va rilevato che in agricoltura il 2% della popolazione controlla il 98% delle terre e che le grandi multinazionali dell’agroalimentare strappano le terre ai contadini, terre che i governi corrotti vendono per pochi soldi alle grandi imprese occidentali portatrici di devastazione sociale e ambientale. Molti di questi contadini li ritroviamo accanto al Parlamento nazionale della capitale paraguaiana, riuniti in una grande favelas a cielo aperto che ora è la loro unica casa. Hanno dovuto abbandonare le loro terre e stanno perdendo la loro cultura rurale, vero e proprio patrimonio nazionale che deriva dall’antica saggezza indigena del popolo Guaranì; l’emarginazione di questa classe sociale, costretta ad una rapidissima urbanizzazione, coinvolge pure l’infanzia di migliaia di bambini, figli loro, che vivono in strada cercando di racimolare qualcosa da riportare ai loro genitori che abitano nelle periferie, alcolizzati o drogati. Questa è una delle grandi tragedie qui ad Asunción dove il tasso di natalità è altissimo, dove nelle strade vagano e sopravvivono i bambini di nessuno. In queste aree ed in particolare a Ita Pyta Punta, favelas di Asuncion,  Amurt lavora organizzando scuole, cliniche, centri di assistenza sanitaria e campi giochi per bambini. Vogliamo togliere i bambini dalla strada e dargli una istruzione di base, coinvolgerli in attività che possono col tempo dargli un futuro, una vita normale in un ambiente sereno. Ci spostiamo in altri quartieri e la situazione non migliora, piccoli esserini che hanno vissuto quelle esperienze crudeli che nessun bambino dovrebbe conoscere, che neppure gli adulti dovrebbero vivere. Bimbi ora adolescenti. Da un loro sorriso strappato puoi scorgere i loro denti malati. Dal loro passo lento e barcollante ti accorgi se hanno assunto alcool o hanno respirato colla o solventi, o se hanno fumato crack, diffusissimo proprio nelle fasce più deboli della società. Alcuni di questi piccoli mostrano segni di aggressività, altri si aggirano con occhi rossi in cerca di qualcosa che non sanno, forse un pezzo di pane, forse un po’ di droga per attenuare la fame, forse solo una carezza, un po’ d’amore, che per loro vale di più di ogni cibo. Si rimane attoniti di fronte a tanta sofferenza umana. I bambini convivono con cani e gatti randagi, smilzi, che si aggirano anch’essi come zombie in cerca di qualcosa da mangiare. Ciò che ti colpisce di questi bambini e di questi ragazzi è il loro sguardo che penetra l’anima quando senti che quegli occhi vogliono comunicarti qualcosa, vogliono raccontare la storia della loro esistenza, e ti colpisce accorgerti che in certi frangenti il loro passo spavaldo tradisce la fragilità del loro inferno quotidiano. Arriviamo nel quartiere di Toledo Canàda, un’area dove molte famiglie, dopo aver lasciato le loro case nella foresta, sono alla ricerca  di un lavoro per poter avere un rifugio dove vivere ed il cibo per i loro bambini. Qui amurt ha una scuola con 250 bambini che frequentano fino alla classe nona, classe che gli permette  di avere un diploma di lavoro. I genitori difficilmente possono contribuire al sostentamento della scuola, pertanto queste scuole vivono o meglio sopravvivono grazie al contributo e donazioni provenienti da amurt Italia e dal altri paesi. Chi volesse sostenere questa iniziativa può inviare una donazione ad amurt onlus IBAN: IT 42 R 01030 12704 000063153913  Il vostro aiuto è prezioso.
 

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